
Oggi in 1MINWINE andiamo in Valle d’Aosta, precisamente a Quart in provincia di Aosta, per scoprire una cantina che ha una storia da raccontare davvero straordinaria: Cave Monaja dell’enologo Andrea Peloso che con un entusiasmo vero ed appassionato non solo fa la così detta “viticoltura eroica” ma anche un lavoro davvero ammirevole con attenzione certosina e rispetto delle tradizioni, della storia e della nostra terra!
Cave Monaja nasce grazie al recupero di tanti piccoli vigneti familiari ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 1000 metri slm: Andrea mi racconta infatti che tradizionalmente, le famiglie del posto avevano ciascuna dei piccoli appezzamenti e che, negli ultimi anni, a causa del ricambio generazionale e del nostro nuovo modo di vivere, erano sempre più spesso abbandonati.
Proprio dalla gestione e dal recupero di uno di questi appezzamenti, avvenuto dopo richiesta di una amica, ha deciso di prendere in affidamento quelli che possiamo effettivamente definire dei piccolissimi fazzoletti di terra abbandonati, così come la vite monumentale nel villaggio abbandonato di Farys, una frazione del Comune di Saint-Denis che sta valorizzando.

Tutte queste piccole vigne, dei veri e propri piccolissimi CRU, ricadono in 8 comuni diversi e sono state riportate con cura in produzione da Andrea che ha mantenuto tipologia ed impianto di ognuna di queste, rispettandone così storia e tradizione, riservandosi un lavoro attento e sartoriale anche in virtù della coesistenza in esse di vari vitigni, anche di età diverse, che richiedono attenzione e cura differente in tutto il ciclo di produzione: le vendemmie sono infatti frazionate, viene effettuato tutto manualmente e con una lavorazione meticolosa dettata dalle esigenze diverse dei vari vitigni anche di diverse età.
La produzione è di circa 7000 bottiglie divise in 6 etichette che vanno a valorizzare la straordinarietà dell’annata e dei contesti dai quali nascono Andrea infatti da vita a “un vino capace di tramandare storie ormai antiche, il racconto di piccole vigne giunte fino a noi grazie alla passione e dedizione di avi che ormai non ci sono più” adottando “tutti i criteri di buonsenso determinati dalla consapevolezza di essere il risultato di ciò che è stato e, allo stesso tempo, la causa di ciò che sarà” :
- Monaja 300: 40% Petit Rouge; 30% Fumin; 30% Vien de Nus, viene prodotto in sole 300 bottiglie annue da viti di età media di oltre 80 anni tra cui quella monumentale di Farys, la cui uva racconta più di 300 anni di storia. Fermentazione con lieviti indigeni e affinamento di 24 mesi in barrique e poi 12 mesi in bottiglia;
- Foehn: 40% Fumin; 30% Petit Rouge; 30% Vien de Nus da vecchie vigne di 60/70 anni. Fermentazione con lieviti indigeni in acciaio, affinamento di 18 mesi in tonneaux e ulteriori 12 mesi in bottiglia;
- Stau: 60% Chardonnay; 20% Muscat; 20% Traminer. Fermentazione a contatto con le bucce e affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese;
- Sélection Monaja: 40% Fumin; 40% Petit Rouge e 20% di Vien de Nus da una vigna di 60-70 anni situata nel comune di Aosta. Fermentazione con lieviti indigeni e affinamento in acciaio a cui seguono almeno 12 mesi di bottiglia;
- Prêt à Boire Rouge: 40% Pinot Noir; 30% Syrah; 20% Petit Rouge e piccole percentuali di vitigni a bacca rossa. Fermentazione in acciaio con lieviti indigeni affina poi sulle fecce fini per 100 gg in una ‘NOMBLOT’;
- Prêt à Boire Blanc: 40% Traminer; 30% Muscat, 10% Malvoisie de Nus e piccole percentuali di vitigni a
- bacca bianca tra cui Chardonnay e Petite Arvine. Fermentazione sulle bucce e affinamento in anfora con porosità volutamente ridotta.
I vini hanno ricevuto diversi riconoscimenti in vari concorsi internazionali, ma una delle soddisfazioni più grandi per Andrea è stata entrare nelle Carte dei Vini di ristoranti stellati come quello di Enrico Bartolini, di Cannavacciuolo e di Cracco.
ps. Le bottiglie sono tutte timbrate e numerate… ma in segreto!
Stau – Cave Monaja Monaja 300 – Cave Monaja Vini Cave Monaja Pret a Boir – Cave Monaja
La scelta di lavorare i vini in blend è stata fatta perché, nelle epoche passate, in Valle d’Aosta c’era la consuetudine di utilizzare più varietà (quali uvaggi spesso già presenti in vigna), così da poter apportare e modulare tutte le qualità dei diversi vitigni, realizzando un prodotto finale migliore della semplice sommatoria dei singoli.
L’idea dei Prêt à Boire è partita invece dal concetto adottato nel settore della moda dove l’Haute Couture vede la
propria espressione di modernità nel prodotto ‘Prêt à Porter’ traslando così questo concetto nel settore dell’enologia con due prodotti frutto di scelte e competenze più attuali.
Cave Monaja Nomblot – Cave Monaja
Andrea inoltre non lavora solamente in regime biologico ma è attento alla sostenibilità a 360° come principio da perseguire in ogni piccola scelta quotidiana e riesce in maniera eccezionale a rispettare la terra e l’ambiente anche in virtù della sua piccola produzione e degli studi e della tecnica che considera veri e propri strumenti da utilizzare.
Pensate che ad esempio, ha deciso di gestire le temperature senza gruppi frigo, evitando l’impatto dello spreco di energia sull’ambiente, dato che lavorando con piccole masse riesce a mantenere la temperatura poggiando semplicemente un lenzuolo inumidito sui serbatoi o sfruttando la temperature invernali naturali della zona portandoli all’esterno della cantina garantendo così la stabilizzazione tartarica.
L’ultimo passo in avanti nella direzione del rispetto di vite, ambiente e vita è l’avvio di un percorso di certificazione come prima azienda valdostana a volersi certificare con i criteri del Ministero della Transizione Ecologica (MITE), il “Certificato VIVA” della sostenibilità ambientale.
Cave MONAJA
Cantina: località Amérique, 8
11020 Quart (AO) – Italy
Mail: info.cavemonaja@gmail.com
Tel:+39 333 953 8849
https://cavemonaja.company.site/